indirizzo: Piazza San Francesco, Castelvecchio Subequo

Descrizione

Tra il 1215 e il 1216 San Francesco fu accolto nella casa dei Conti di Celano che in quel periodo vivevano nel Castello di Gagliano e che gli fecero dono di una piccola chiesa dedicata a Santa Maria, in modo che potesse avere un luogo di raccoglimento per sé e per i suoi frati. 
Col passare degli anni i frati vollero ingrandire il piccolo tempio, costruendo una chiesa più ampia, dedicata al Santo fondatore. Secondo un’antica tradizione il luogo della primitiva chiesetta sarebbe l’attuale cappella di San Francesco. 
Terminati i lavori, la chiesa fu consacrata il 29 agosto 1288. La primitiva costruzione conventuale doveva essere di modeste proporzioni, ne restano alcune finestrelle gotiche nel lato orientale del convento. 
Nel XIV secolo, a causa dell’aumentato numero di frati e delle cresciute esigenze di lavoro degli stessi, furono aggiunti due bracci al primitivo convento, che crearono un chiostro al centro del quale c’era una cisterna. Il chiostro a doppio loggiato era in stile gotico e venne affrescato con scene di vita di San Francesco. 
Dal 1530 iniziarono le modifiche del chiostro trecentesco: furono abolite le monofore, ne resta infatti soltanto una; le stanze furono adornate con soffitti a cassettoni di legno. Il chiostro che era a travi di legno fu ristrutturato a volta reale con mattoni. Tra il 1630 e il 1660 aumentò ancora il numero dei frati, si ebbe quindi necessità di maggiore spazio: accanto all’antico convento, nel lato volto a settentrione, fu edificato un altro convento con un nuovo chiostro. Il portale ogivale della chiesa fu sostituito con quello barocco giunto fino a noi, sul quale si può ammirare, al centro del timpano spezzato, un semibusto dell’Immacolata, in pietra; più in alto c’è una finestra aperta in epoca recente, ornata con due colonne che poggiano su due leoni. Sopra il busto dell’Immacolata e nell’architrave della finestra centrale è ripetuta due volte l’iscrizione della data in cui furono eseguiti i lavori di trasformazione: A. DNI MDCXLVII. 
La cappella di San Francesco occupa lo spazio dell’antica chiesa di Santa Maria; è in stile gotico ed è tutta affrescata da un maestro purtroppo ignoto. Vi si trovano, in forma miniata quasi tutti i quadri che adornano le pareti della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi. La cappella fu deturpata nel 1653 con l’apertura dell’arco verso la navata laterale della chiesa; fu abbattuto l’antico altare gotico e sostituito con un grande altare barocco intagliato in noce, che distrusse la gran parte delle pitture che adornavano la parete frontale della cappella. L’altare è alto otto metri ed è ornato da 27 statuette lignee finemente intagliate, ognuna delle quali è posta in una piccola nicchia decorata con fregi e colonnine. 
L’opera fu commissionata dai Baroni Pietropaoli che all’epoca dimoravano a Castelvecchio e che vollero che i loro stemmi fossero incisi ai lati dell’altare e precisamente sopra le porte che immettono nel coro. Il coro risale alla stessa epoca dell’altare, anch’esso è in noce, ma non presenta le stesse finezze artistiche dell’altare. In epoca antica il coro era gotico con le pareti e la volta tutte affrescate; sotto le tinte moderne ci sono ancora frammenti di affreschi del XIII secolo.