indirizzo: Via Sant'Agata, Castelvecchio Subequo

Descrizione

L’esistenza della chiesa è documentata già nel 1114. E’ collocata all’esterno del centro abitato. 
L’apparato murario dell’edificio è in pietrame a visca e il portale, situato sul prospetto laterale, presenta una fascia in pietra che corre lungo tutto il suo perimetro e una lunetta con un frammento di affresco che non permette di riconoscere le figure, ma che si suppone rappresentino Sant’Agata con un altro santo. 
Nel prospetto più stretto si apre un finestrone rettangolare ed una finestra più piccola che ha rimpiazzato una porto di accesso ancora individuabile dall’interno; nello stesso prospetto vi è un’abside circolare con copertura a padiglione in continuità con il tetto della chiesa. 
L’ingresso della chiesa non era originariamente quello attuale, ma quello murato del prospetto sud-ovest e che oggi si trova a più di due metri di altezza dal piano di campagna. Questa particolarità fa supporre che la chiesa poggi su una struttura sottostante di epoca romana: probabilmente si tratta di un complesso termale e di un tempio dedicato ad Ercole Vincitore. Inoltre non sembra casuale la disposizione rilevata sul prospetto orientale, di numerose grandi pietre modanate che definiscono il livello interno dell’edificio e forse costituenti un tempo un podio utilizzato come supporto basamentale della nuova costruzione cristiana. 
All’interno della chiesa, nella zona absidale, è presente un affresco raffigurante Sant’Agata con gli attributi del suo martirio: la palma e i suoi seni tenuti in mano. 
Sul retro della chiesa sono situate le strutture di un più ampio complesso, mai terminato, che avrebbe dovuto incorporare la chiesa, affiancandole altre due navate. 
Di fronte alla chiesa è situata la fonte trecentesca composta da un condotto, tamponato con un arco a sesto acuto, da una vasca lunga per l’abbeveramento degli animali e da una zona più bassa per il lavatoio. Qui avviene il rito taumaturgico dell’immersione delle pagnotte di Sant’Agata il 4 febbraio.